Nigeria’s president has had to take the unusual step of denying that he has died and been replaced by a clone.
Muhammadu Buhari, who has disappeared for months at a stretch before, reassuredsupporters at a town hall event in Poland, where he was attending the UN Climate Change conference on Sunday, “It’s the real me, I assure you. I will soon celebrate my 76th birthday and I will still go strong.”
His office also circulated an email, titled: “It’s Real Me, President Buhari Responds to Cloning Allegation,” ahead of the speech.
Buhari was addressing online rumors, which started in 2017, that he had been replaced by a Sudanese man called Jubril.
In January of that year he traveled to London to have a persistent ear infection treated, according to officials. But then he disappeared for months. He finally reappeared in March, when photos of him in the Nigerian capital were shared by his official Twitter account.
But his long and unexplained absences (which have come to characterize his presidency since 2015) have only fueled rumors that something is amiss. Rumors that he’s been replaced, or cloned, have been eagerly picked up by people who oppose Buhari and his government.
Rileggere quello che si scrive non si usa più.Le redazioni fanno lavorare persone alle quali mancano le conoscenze più elementari. I giornalisti fanno copiaincolla gli uni dagli altri, e senza chiedersi se quello che copiano ha vagamente senso.Le redazioni, pur avvisate, non correggono gli errori e non pubblicano rettifiche.Conclusioni: ai giornali non gliene frega nulla di fottere il lettore e pubblicare notizie false. Non sono errori occasionali, è proprio metodo redazionale. Se questo è il loro modo di fare giornalismo, non si lamentino che il giornalismo sta morendo per colpa di Internet. Questo tipo di giornalismo merita di morire.
Un paio di giorno fa è girata la notizia dell’arresto di una banda di spacciatori di Padova che pubblicizzava i suoi prodotti con un volantino, una specie di catalogo del supermercato con le droghe al posto della roba in offerta. La notizia e le foto del volantino erano girate parecchio perché piuttosto assurde—c'erano formulazioni come “un gentile omaggio a chi porta un amico” e “prezzi speciali e trattative riservate” per chi era in cura al Sert.
A quanto pare, però, il volantino che tutti hanno visto non era quello originale. Ma uno piuttosto “liberamente ispirato a” o “tratto da una storia vera.” In pratica era una riproduzione fatta dai carabinieri di Padova sulla base di quanto appreso dalle indagini.
La cosa è stata candidamente ammessa ieri in conferenza stampa dal comandante provinciale Oreste Liporace. Ha dovuto ammetterlo, riporta Padova Today, perché in Procura si era “creato un certo imbarazzo visto che il depliant non compare tra gli atti del pubblico ministero.” Perché, appunto, i volantini veri non sono stati sequestrati: gli spacciatori li avrebbero distrutti prima dell'arresto.
Devo dire che guardandolo oggi, col senno di poi, potevamo arrivarci. Potevamo capire che il lessico usato nel volantino non era esattamente un lessico da spacciatori. Uno spacciatore non userebbe mai la parola “cadauno” per parlare di pezzi di bamba. Era tutto troppo assurdo per essere vero.
Che dire. A questo punto attendiamo ulteriori sviluppi di questa storia: che ne so, magari settimana prossima scopriremo che qualche spacciatore della vita vera ha iniziato a usare il volantino dei carabinieri.
(via scarligamerluss)
Ci può spiegare come funziona in pratica questa macchina?
«Funzionava così: nella pagina del gruppo regionale - che fa tot condivisioni, tot mi piace, eccetera - loro che dicono? Dato che in due anni tutte queste pagine regionali sono assai cresciute, loro - quando c’è una cosa importante anche a livello nazionale - per cui dovevamo organizzare una controffensiva, ci dovevamo coalizzare tutte le pagine su un obiettivo. “Io vi dico l’obiettivo - ci veniva detto - e voi procedete”».
Cioè in sostanza vi veniva detto: questo è l’obiettivo, distruggetelo?
«Bravo. Ci dicevano “voi, con modalità diverse, dovete veicolare questi contenuti che noi vi facciamo e vi trasmettiamo”. Loro monitoravano tutte le pagine di Facebook. In quell’occasione vennero consegnati tutti i vari indirizzi web, e tutti gli accessi».
Stiamo parlando delle pagine ufficiali.
«Pagine ufficiali, collegate all’attività istituzionale di promozione del lavoro dei consiglieri M5S».
Le password chi le aveva?
«Un incaricato di Casalino diventò amministratore in tutte le pagine d’Italia di sostegno all’attività regionale. Ma così anche degli enti locali, così anche delle altre strutture. Loro che facevano? Da Roma, da Milano, dove stava Casaleggio, questo incaricato ogni giorno faceva i diagrammi del flusso del movimento delle pagine e dei like. Quando dovevano fare attacco, ci dicevano: “Questo è il contenuto, Veneto, alle ore così fate questo; Campania, alle ore così fate questo”»
Sei un giornalista e vuoi espanderti anche nel mondo giovane del web? Segui la regola dello S.T.U.P.I.D. e vedrai che i risultati arriveranno!
Due degli studenti sopravvissuti alla strage nella scuola superiore di Parkland, in Florida, sono stati accusati online di essere degli attori, pagati da chi chiede maggiori controlli sulle armi da fuoco per partecipare a incontri e dibattiti in televisione. Uno di loro due, il 17enne David Hogg, studente della Marjory Stoneman Douglas High School, si è difeso dall’accusa durante un’intervista con CNN:
«Non sono un attore. Sono solo qualcuno che ha dovuto vivere tutto questo, che ci sta facendo i conti e che dovrà continuare a farlo»
Come dopo ogni strage negli Stati Uniti, queste accuse erano cominciate a circolare su siti complottisti (era successo qualcosa di simile dopo la strage di Las Vegas, ne avevamo parlato qui). Nel caso di Hogg e di Emma Gonzalez, le cose sono peggiorate quando le accuse sono state rilanciate da uno degli assistenti di un membro del Congresso della Florida con una mail mandata a un giornalista. Nella mail Hogg e Gonzalez – che nei giorni dopo la strage erano stati spesso in televisione per chiedere nuove regole sul possesso di armi – venivano accusati di essere degli attori e non degli studenti della scuola di Parkland. Il contenuto della mail è stato reso pubblico dal giornalista che l’aveva ricevuta e l’assistente del parlamentare è stato licenziato.
Intanto però la storia era cresciuta e Hogg era stato anche accusato di essere manipolato dall’FBI per parlare male del presidente statunitense Donald Trump in televisione. Hogg, infatti, aveva detto che suo padre era un ex agente dell’FBI e il dettaglio era stato immediatamente raccolto da diversi cospirazionisti, che lo avevano accusato di essere parte di un più ampio piano segreto per screditare Trump. Alcuni tweet che raccontavano questa storia erano stati pubblicamente apprezzati anche dal figlio di Donald Trump, Donald Trump Jr., aumentandone la credibilità.
Il Corriere della Sera fa un servizio in cui intervistando l'uomo che ha dato un passaggio a Pamela e poi 50 euro per farci sesso in un garage e scaricarla nel parco dei tossici, scrive di lui:“Lo assilla il pensiero che se solo avesse potuto immaginare la fine orribile che attendeva Pamela, di certo lui le avrebbe cambiato il destino.”“Lui è magro, alto, affilato, la barba hipster, la pelle bianca, va spesso a Corridonia con la sua auto”“Così adesso gli vengono mille pensieri, mille rimorsi e anche un po’ di vergogna”.Qui c'è una parola di conforto per tutti: la ragazza sfortunata, l'approfittatore che se la scopa nel garage della sorella, lo psicopatico fascioleghista che ha fatto una strage.
Tranne che per loro: i poveri immigrati disgraziati di Macerata
(via Pamela, l’uomo che l’ha portata in casa: «Penso a lei, è tutto atroce» - Corriere.it)
La grande professionalità di Libero: confondere Pagnoncelli con Piepoli