Un paio di giorno fa è girata la notizia dell’arresto di una banda di spacciatori di Padova
che pubblicizzava i suoi prodotti con un volantino, una specie di
catalogo del supermercato con le droghe al posto della roba in offerta.
La notizia e le foto del volantino erano girate parecchio perché
piuttosto assurde—c'erano formulazioni come “un gentile omaggio a chi
porta un amico” e “prezzi speciali e trattative riservate” per chi era
in cura al Sert.
A
quanto pare, però, il volantino che tutti hanno visto non era quello
originale. Ma uno piuttosto “liberamente ispirato a” o “tratto da una
storia vera.” In pratica era una riproduzione fatta dai carabinieri di
Padova sulla base di quanto appreso dalle indagini.
La cosa è stata candidamente ammessa ieri in conferenza stampa dal comandante provinciale Oreste Liporace. Ha dovuto ammetterlo, riporta Padova Today,
perché in Procura si era “creato un certo imbarazzo visto che il
depliant non compare tra gli atti del pubblico ministero.” Perché,
appunto, i volantini veri non sono stati sequestrati: gli spacciatori li
avrebbero distrutti prima dell'arresto.
Devo dire che
guardandolo oggi, col senno di poi, potevamo arrivarci. Potevamo capire
che il lessico usato nel volantino non era esattamente un lessico da
spacciatori. Uno spacciatore non userebbe mai la parola “cadauno” per
parlare di pezzi di bamba. Era tutto troppo assurdo per essere vero.
Che
dire. A questo punto attendiamo ulteriori sviluppi di questa storia:
che ne so, magari settimana prossima scopriremo che qualche spacciatore
della vita vera ha iniziato a usare il volantino dei carabinieri.
Ci può spiegare come funziona in pratica questa macchina?
«Funzionava così: nella pagina del gruppo regionale - che fa tot condivisioni, tot mi piace, eccetera - loro che dicono? Dato che in due anni tutte queste pagine regionali sono assai cresciute, loro - quando c’è una cosa importante anche a livello nazionale - per cui dovevamo organizzare una controffensiva, ci dovevamo coalizzare tutte le pagine su un obiettivo. “Io vi dico l’obiettivo - ci veniva detto - e voi procedete”».
Cioè in sostanza vi veniva detto: questo è l’obiettivo, distruggetelo?
«Bravo. Ci dicevano “voi, con modalità diverse, dovete veicolare questi contenuti che noi vi facciamo e vi trasmettiamo”. Loro monitoravano tutte le pagine di Facebook. In quell’occasione vennero consegnati tutti i vari indirizzi web, e tutti gli accessi».
Stiamo parlando delle pagine ufficiali.
«Pagine ufficiali, collegate all’attività istituzionale di promozione del lavoro dei consiglieri M5S».
Le password chi le aveva?
«Un incaricato di Casalino diventò amministratore in tutte le pagine d’Italia di sostegno all’attività regionale. Ma così anche degli enti locali, così anche delle altre strutture. Loro che facevano? Da Roma, da Milano, dove stava Casaleggio, questo incaricato ogni giorno faceva i diagrammi del flusso del movimento delle pagine e dei like. Quando dovevano fare attacco, ci dicevano: “Questo è il contenuto, Veneto, alle ore così fate questo; Campania, alle ore così fate questo”»
Due degli studenti sopravvissuti alla strage nella scuola superiore di Parkland, in Florida, sono stati accusati online di essere degli attori, pagati da chi chiede maggiori controlli sulle armi da fuoco per partecipare a incontri e dibattiti in televisione. Uno di loro due, il 17enne David Hogg, studente della Marjory Stoneman Douglas High School, si è difeso dall’accusa durante un’intervista con CNN:
«Non sono un attore. Sono solo qualcuno che ha dovuto vivere tutto questo, che ci sta facendo i conti e che dovrà continuare a farlo»
Come dopo ogni strage negli Stati Uniti, queste accuse erano cominciate a circolare su siti complottisti (era successo qualcosa di simile dopo la strage di Las Vegas, ne avevamo parlato qui). Nel caso di Hogg e di Emma Gonzalez, le cose sono peggiorate quando le accuse sono state rilanciate da uno degli assistenti di un membro del Congresso della Florida con una mail mandata a un giornalista. Nella mail Hogg e Gonzalez – che nei giorni dopo la strage erano stati spesso in televisione per chiedere nuove regole sul possesso di armi – venivano accusati di essere degli attori e non degli studenti della scuola di Parkland. Il contenuto della mail è stato reso pubblico dal giornalista che l’aveva ricevuta e l’assistente del parlamentare è stato licenziato.
Intanto però la storia era cresciuta e Hogg era stato anche accusato di essere manipolato dall’FBI per parlare male del presidente statunitense Donald Trump in televisione. Hogg, infatti, aveva detto che suo padre era un ex agente dell’FBI e il dettaglio era stato immediatamente raccolto da diversi cospirazionisti, che lo avevano accusato di essere parte di un più ampio piano segreto per screditare Trump. Alcuni tweet che raccontavano questa storia erano stati pubblicamente apprezzati anche dal figlio di Donald Trump, Donald Trump Jr., aumentandone la credibilità.
Il Fatto ha pubblicato un annuncio a pagamento di Comilva, una delle principali associazioni italiane si oppongono alle vaccinazioni e in particolare alla recente legge che ne rende dieci obbligatorie. L’annuncio occupa un’intera pagina del quotidiano, in cui si afferma il legame tra autismo e vaccini; in realtà non esiste alcun legame dimostrato tra vaccinazioni e autismo. Il primo a inventare e suggerire questa correlazione fu un medico britannico, successivamente radiato dall’ordine e condannato per la truffa.
Gli autori dell’inserzione sottolineano più volte la loro certezza di un legame tra vaccini ed autismo. Tra le altre cose scrivono che «alla mamma e al papà non occorrono evidenze scientifiche»; che «per denunciare un rapporto di causa-effetto tra la vaccinazione e la malattia non serve il pronunciamento scientifico»; e infine che «i fatti contano più dell’evidenze scientifiche».
Members of the Norwegian Facebook group “Fedrelandet viktigst” (“Fatherland first”) mistook a photo of an empty bus whose seats had been draped with black covers for a bus full of women in burkhas and went Brevik-bananas, decrying the rampant Islamification of Norway and generally being easily frightened, fragile Aryans.
Muore Martin Landau, i giornali sbagliano il coccodrillo
E poi gli editori dei giornali dicono che il crollo delle vendite è colpa di Internet. Ditemi voi che motivo dovrei avere di pagare per leggere notizie sbagliate.
Secondo me un bel pezzo da leggere. Un pezzo che parte da Facci ma in senso più ampio non è su Facci, ma su tutto il sistema che non funziona proprio benissimo ecco, perché poi in fin dei conti non c’è solo Facci a far cazzate, ma molti altri.
Detto questo annoto che parecchi anni fa, ma nemmeno troppi a dire il vero, io Facci lo leggevo. Non condividevo nemmeno l’ultima virgola di quanto scriveva, ma in tempi andati tra una caduta e l’altra (non è nuovo per nulla a scivoloni) qualche cosa ben scritta l’aveva prodotta. Qua però ha cagato fuori (e no, non è difendibile in questo caso), e non ci azzecca molto la libertà di espressione e di pensiero, ma c’entra, in questo e in molti altri casi, il come e il dove lo scrivi. Perché il come e il dove chiamano per forza di cose in causa anche una certa etica e deontologia, perché il come e il dove determinano anche il chi, il chi ti legge (un lettore o un amico su facebook, ad esempio), e di conseguenza tira in ballo anche il ruolo in cui scrivi quello che scrivi.
Tutto il resto, scusatemi, ma è fuffa.
E certo in ultima analisi Facci non è certo la Fallaci, che pur di cose dure ne aveva scritte in tal senso, tirandosi addosso polemiche su polemiche, ma lo aveva fatto in modo certo un tantino più conforme al dove al come e al chi del caso.
Non che ci volesse un genio a tirare le somme, e del resto che sulla vicenda Blue Whale si fosse pompato a manetta sensazionalismo ingiustificato era più che evidente. Ma se per caso articoli su articoli che spiegavano per bene come la faccenda fosse lievemente gonfiata non fossero bastati, ecco il mea culpa di Matteo Viviani, inviato delle Iene, che nel suo servizio, ammette, ha inserito contenuti video ricevuti da una emittente russa e mai verificati. Una leggerezza che per un programma che ha fatto, in teoria, dello smascherare le altrui mascalzonate il suo cavallo di battaglia è assai grave. In primis perché c’è un pubblico, o almeno una parte di esso, che guarda e che, non essendo in grado di approcciare al media in maniera critica riceve passivo il messaggio (in questo caso falsato) bello e confezionato con i relativi “danni” che ne conseguono. E quali danni lo si è visto nel dibattito che è seguito in queste settimane.
Mortacci loro ora e sempre
A proposito dell’Effetto Werther, qua su tumblr ho visto rebloggare la famosa lista, punto per punto, con il disclaimer finale LA VITA E’ BELLA NON ROVINATELA. Migliaia di reblog viva la vita! e intanto però ecco la lista casomai.
Counselor to the president Kellyanne Conway said Friday morning that “honest mistakes abound” on both sides of the reportorial microphone as she sought to explain what she meant when she seemingly made up terrorist attack in a Thursday night interview.
Conway drew a wave of criticism beginning with an interview that aired on MSNBC’s “Hardball” Thursday night, where she made reference to “the Bowling Green massacre” that was masterminded by two Iraqis. She said “most people” didn’t know about the attack “because it didn’t get covered.”
But the lack of coverage of the “Bowling Green massacre,” could more accurately be chalked up to the fact that no such event ever happened. There has never been a terrorist attack in Bowling Green, Kentucky.
The counselor to the president explained on Twitter Friday morning that she had misspoken and was instead referring to the 2011 discovery of two Al Qaeda terrorists who had moved to Bowling Green as refugees. The pair admitted in court that they had attacked U.S. soldiers in Iraq and one of their fingerprints was found in 2005 on a device attached to an improvised explosive device.
“On @hardball @NBCNews @MSNBC I meant to say ‘Bowling Green terrorists’ as reported here,” Conway wrote on Twitter, adding a link to a 2013 ABC news story about the two terrorists-turned-refugees.
In pratica la Duma di Stato, cioè il parlamento russo, aveva votato una legge durissima contro le violenze domestiche: chi in famiglia alzava le mani veniva severamente punito con l’incarcerazione fino a due anni. Il problema è che le pene previste erano superiori a quelle inflitte a chi avrebbe commesso lo stesso reato fuori casa. In alcuni casi un genitore che sgridava suo figlio con uno schiaffo veniva arrestato senza troppi complimenti. Mentre se il bambino veniva schiaffeggiato dal vicino di casa, quest’ultimo se la cavava in pratica solo con una multa.
“Merito dell’aggressivo modello di business di Bezon e Ryan, che potremmo riassumere con “grande qualità a basso prezzo”: la vision è che una massa enorme di abbonamenti a basso costo (circa 36 dollari l’anno per l’edizione nazionale dopo una prova gratuita di sei mesi) costituirà la principale fonte di guadagno del gruppo nei prossimi anni. In stato prefallimentare con i Graham, il Washington Post dell’era Bezos è diventato un’agile Ryanair dell’editoria digitale. Dimostrando che la notizia della morte del giornalismo è fortemente esagerata.”—Miracolo Bezos per il Washington Post (che guadagna e assume) - Il Sole 24 ORE
Senate Homeland Security Chairman Ron Johnson on Friday said the CIA denied his request for a briefing on its findings about Russian cyberattacks allegedly designed to influence the election.
“I’m not happy they denied a briefing to me,” the Wisconsin Republican told a public radio interviewer in his home state on Friday morning. “I need information from the administration, and right now they’re withholding it.”
He added in a statement: “It is disappointing that the CIA would provide information on this issue to The Washington Post and NBC but will not provide information to elected members of Congress.”
Johnson is the second congressional committee chairman in three days to charge that intelligence officials are leaving lawmakers in the dark as interpretations of Russian meddling in the election are leaked to the media. House Intelligence Chairman Devin Nunes (R-Calif.) on Wednesday wrote to Director of National Intelligence James Clapper, alleging that intelligence officials had declined his request for a committee-wide briefing.
Johnson suggested that the furor raised by the leak of the CIA’s secret report on Russian interference to help Donald Trump risks “delegitimizing” the election. Electors from six states have sought an intelligence briefing of their own before they vote Monday to officially enshrine Trump as president.
“I believe this is a fair election,” Johnson told Wisconsin Public Radio. “I believe it’s a legitimate result. The Electoral College certainly will vote, and Donald Trump will be our next president.”