Ieri solo un sito di informazione locale siciliano, meridionews.it ha dato la notizia che un ragazzo ventenne della provincia di Caltanissetta è indagato, dopo indagini effettuate dalla polizia postale, per istigazione al razzismo.
Il ventenne è il curatore di un sito (ancora online ma “svuotato” dei contenuti) che pubblica notizie inventate di sana pianta su atroci misfatti, mai compiuti, da immigrati a danno degli italiani. Mescolandole a notizie riprese da agenzie e giornali dove i protagonisti in negativo sono sempre e comunque i migranti.
Per mio padre e mia madre – all’unisono in questo – studiare lettere equivaleva a vivere in un mondo di rime, strofe e parole d’amore, che non mi avrebbe mai “dato da mangiare”, non sarebbe mai stato proficuo dal punto di vista economico e che quindi era da scartare. Col risultato che oggi, a 24 anni, mi mancano ancora cinque esami per conseguire la maledetta laurea in Economia e commercio.
Insomma un alimento non è in grado di modificare il pH del nostro sangue, senza contare che i succhi gastrici (che sono acidi) sono in grado di regolare il pH di una sostanza fortemente basica. La cosa davvero divertente è che per “alcalinizzare” il proprio organismo Paola Maugeri ingerisce il succo di una sostanza acida che ovviamente per qualche strano processo digestivo una volta all’interno dello stomaco diventa “basica”. Nei commenti al post si è scatenato il putiferio e Paola ha provveduto a eliminare tutte le voci contrarie alla sua dieta; non solo gli insulti ma anche coloro che facevano notare la storiellina del pH (che ha simpaticamente definito “delegittimizzazioni”) e ha lasciato questo monito ai futuri commentatori:
E allora più che la qualità dell’università, fattore determinante nel progressivo decadimento delle capacità di comprensione dei testi e di risoluzione dei problemi, sono gli stili di vita: meno ci si informa – si legge nell’indagine – meno si è stimolati a ragionare, meno si partecipa in modo attivo alla vita sociale, più le capacità acquisite negli anni in cui si andava a scuola o all’università si indeboliscono.
Mi sembra che le conclusioni siano evidenti: possiamo crogiolarci nella nostra retorica (anche renziana) di essere il Paese del Rinascimento, la culla della civiltà e di Dante. Ma nella competizione internazionale siamo messi molto male. Molto. E’ chiaro che studiamo le cose sbagliate e, per aggravare la situazione, le studiamo anche male.
La conclusione mi sembra chiara: se, come in fondo sappiamo tutti, iscriversi a una facoltà umanistica non avvia verso sbocchi professionali particolarmente redditizi, in Italia anche le lauree che dovrebbero avere le migliori prospettive occupazionali “rendono” poco, anche perché le aziende sottoutilizzano e sottopagano proprio quelle persone che dovrebbero dare impulso all’innovazione delle imprese. Di tutto questo nell’articolo di Feltri, e anche nelle repliche più o meno stizzite che ha suscitato, non c’è purtroppo traccia, eppure sarebbe un tema ben più interessante della solita, sterile polemica tra cultura umanistica e scientifica.
«Qui non parlo da ricercatrice, ma dico la mia: bisogna studiare quello che si ritiene, ma combinarlo con tantissime altre attività complementari. In un mondo in cui tantissime persone si iscrivono all'università, il valore del titolo in sé si riduce e cresce quello che hai fatto a margine». Ad esempio?«Creare una app, creare una newsletter della facoltà, fare da tesoriere alla squadra di basket. Esperienze semplici che ti mettono a contatto con la realtà. Quando arrivi sul mercato non sei solo uno che mangia cento libri, ma uno studente interessante»
Come sono fatti Il web è pieno zeppo di filmati di conigli che si accoppiano con i gatti. Tutti abbiamo riso stupidamente davanti a certe scene, senza immaginare le nefaste conseguenze: in quel momento stava per essere concepita una nuova forma di vita con due zampe posteriori tanto possenti da saltare oltre due metri e con uno stomaco senza fondo. La questione lasciata irrisolta dal presidente Chiarelli è però come chiamare questa specie inedita: Gattonigli se magari assomigliano di più a papà gatto, Conigliatti se il piccolo ricorda le sembianze della mamma coniglia. Difficile decidere e sentirsi all'altezza davanti all'enormità dell'ignoto che la scienza ha da affrontare ancora. Ma almeno un nuovo tassello è stato aggiunto, grazie al signor Chiarelli e ai suoi conigli mutanti.