Disinformazione

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All'inventore dell'alfabeto per non vedenti è stato dedicato un cul de sac. L'inaugurazione è avvenuta alla presenza del sindaco Paolo Dosi e dei rappresentanti dell’Unione italiana Ciechi. Il consigliere Giovanni Botti: “Ennesimo colpo basso al buon...

All'inventore dell'alfabeto per non vedenti è stato dedicato un cul de sac. L'inaugurazione è avvenuta alla presenza del sindaco Paolo Dosi e dei rappresentanti dell’Unione italiana Ciechi. Il consigliere Giovanni Botti: “Ennesimo colpo basso al buon senso”. Il primo cittadino: “Senso dell'ironia del tutto fuori luogo”

(via Piacenza, il Comune intitola una via a Braille: ma sceglie un vicolo cieco - Il Fatto Quotidiano)

La vicenda del coniglio-mannaro raccontato dal Giornale di Sicilia

La vicenda del coniglio-mannaro raccontato dal Giornale di Sicilia

DANNI DA ANIMALI SELVATICI

    Animali selvatici che distruggono i raccolti, sterminano quelli allevati, provocano numerosi incidenti stradali e mettono in alcuni casi anche in pericolo la vita delle persone. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme su una situazione insostenibile che sta determinando l’abbandono delle aree interne da parte della popolazione, con problemi sociali, economici e ambientali. In alcune zone dell’Isola  i conigli distruggono produzioni uniche.

le università da molti non sono più considerate come centri di formazione della coscienza critica e del pensiero di un individuo, bensì come luoghi in cui si coltivano semplici lavoratori: che questi lavoratori possano o meno essere dotati anche di...

le università da molti non sono più considerate come centri di formazione della coscienza critica e del pensiero di un individuo, bensì come luoghi in cui si coltivano semplici lavoratori: che questi lavoratori possano o meno essere dotati anche di un'autonoma capacità di discernimento, parrebbe esser diventato aspetto secondario della formazione. Rischia pertanto di porsi come pensiero comune un'idea fortemente snaturata dell'università, che dimostra pertanto un'incapacità di veduta sia del passato che del futuro, perché le evoluzioni della società sono sempre state possibili anche grazie al dibattito culturale, che ha sempre costituito una base importante del progresso tecnologico.

(via I danni causati dalla ridicola dicotomia tra cultura umanistica e cultura scientifica | Finestre sull'Arte)

Morale: cari ragazzi, studiate pure quello che vi piace, tipo filosofia o scienze della comunicazione, ma mettete in conto che a cinque anni dalla laurea avete ottime possibilità di essere disoccupati e con un reddito da operaio non specializzato. E...

Morale: cari ragazzi, studiate pure quello che vi piace, tipo filosofia o scienze della comunicazione, ma mettete in conto che a cinque anni dalla laurea avete ottime possibilità di essere disoccupati e con un reddito da operaio non specializzato. E a cinque anni dalla laurea significa avere 28-29 anni, che è già l’età in cui si può cominciare a ragionare di famiglie, figli e tutto il resto. Cosa che fanno spesso, per esempio, le dottoresse specializzande, che hanno figli quando entrano in specialità dove hanno anche diritto alla maternità. Se poi volete comunque studiare filologia romanza o teatro, se ve lo potete permettere o se vi attrae un’esistenza da intellettuale bohemien, fate pure. Affari vostri. L’importante è che siate consapevoli del costo futuro che dovrete pagare.

(via Università, studiate quello che vi pare, ma poi sono fatti vostri - Il Fatto Quotidiano)

Feltri dice che i ragazzi si iscrivono a queste facoltà perché sono portati per le materie umanistiche e le amano (quindi dobbiamo presumere che siano quelli che in italiano, filosofia e storia hanno ottimi voti per esempio), e subito dopo che...

Feltri dice che i ragazzi si iscrivono a queste facoltà perché sono portati per le materie umanistiche e le amano (quindi dobbiamo presumere che siano quelli che in italiano, filosofia e storia hanno ottimi voti per esempio), e subito dopo che scelgono le facoltà umanistiche come ripiego i ragazzi che hanno votazioni basse. Non è chiaro da dove Feltri peschi questo ultimo dato (cioè che alle facoltà umanistiche si iscrivono ragazzi con voti bassi) cosa mai affermata nel paper originale, che non prende in considerazione il rendimento precedente degli studenti

(via Ma davvero le facoltà umanistiche sono un pessimo investimento? | Valigia Blu)

Per giustificare dell'errore, Feltri riferisce che “le tabelle riassuntive dello studio sono un po’ scarse nella legenda”. Peccato che il ragionamento dei ricercatori sia espresso in modo limpido nello studio (pag. 8). Ma Feltri l'ha letto? (2)...

Per giustificare dell'errore, Feltri riferisce che “le tabelle riassuntive dello studio sono un po’ scarse nella legenda”. Peccato che il ragionamento dei ricercatori sia espresso in modo limpido nello studio (pag. 8). Ma Feltri l'ha letto? (2) Nonostante provenga da un ragionamento sui dati erronei, Feltri conserva un'improbabile conclusione anche dopo l'emendamento (che anzi a suo dire la “rafforzerebbe”): “fare studi umanistici non conviene, è un lusso che dovrebbe concedersi soltanto chi se lo può permettere”. Ma i dati corretti ci dicono solo che, in media, il rapporto costi-benefici (economici) delle lauree umanistiche è meno vantaggioso di quello di altri tipi di corso di studio; non dice però niente sul fatto che pure, secondo i (ben più robusti) dati di Almalaurea, mediamente una laurea umanistica “paga” (in termini economici) pur sempre un affare migliore che nessuna laurea. La sentenza di Feltri è dunque errata o, perlomeno, fuorviante.

(via Feltri (Fatto Quotidiano): “errore iscriversi alle facoltà umanistiche” - UNINEWS 24 - Quotidiano Nazionale Universitario - Notizie news in tempo reale della tua università)

È giusto studiare quello per cui si è portati e che si ama? Soltanto se si è ricchi e non si ha bisogno di lavorare, dicono gli economisti. Se guardiamo all’istruzione come un investimento, le indagini sugli studenti dimostrano che quelli più avversi...

È giusto studiare quello per cui si è portati e che si ama? Soltanto se si è ricchi e non si ha bisogno di lavorare, dicono gli economisti. Se guardiamo all’istruzione come un investimento, le indagini sugli studenti dimostrano che quelli più avversi al rischio, magari perché hanno voti bassi e non si sentono competitivi, scelgono le facoltà che danno meno prospettive di lavoro, cioè quelle umanistiche. I ragazzi più svegli e intraprendenti si sentono sicuri abbastanza da buttarsi su Ingegneria, Matematica, Fisica, Finanza. Studi difficili e competitivi. Ma chi li completa avrà opportunità maggiori, in Italia o all’estero

(via Il conto salato degli studi umanistici - Il Fatto Quotidiano)

Paola: L’acqua del Santuario ha la stessa struttura di quella di Lourdes | QuiCosenza.it

Io vorrei capire, sul serio, come si fa a scrivere un tale cumulo di sciocchezze. Ilaria era minorenne, una adolescente come tante, si occupava di arte, aveva il diritto di vestirsi e conciarsi come le pareva, perché una persona non dovrebbe essere giudicata per le visioni proiettive che altri non possono fare a meno, oggi, di vomitarle addosso.