Per mio padre e mia madre – all’unisono in questo – studiare lettere equivaleva a vivere in un mondo di rime, strofe e parole d’amore, che non mi avrebbe mai “dato da mangiare”, non sarebbe mai stato proficuo dal punto di vista economico e che quindi era da scartare. Col risultato che oggi, a 24 anni, mi mancano ancora cinque esami per conseguire la maledetta laurea in Economia e commercio.