Ammesso e non concesso che qualcuno (nell'era di internet) sia ancora disposto a percorrere questo iter burocratico tortuoso e fuorviante, le probabilità che una redazione di un giornale in questo momento ti affianchi e ti sostenga, in modo necessario, in questo percorso sono remotissime. Ho visto ragazzi farsi assumere gratis da redazioni minori, versare i contributi al proprio datore di lavoro che glieli rigirava sotto forma di busta paga, così da figurare come “retribuiti”, per diventare pubblicisti. Conosco ragazze che hanno girato a piedi intere città per assistere a conferenze stampa, per scrivere poi degli articoli a 4€ netti l'uno senza avere la possibilità di essere riconosciute come pubbliciste. 

(via Ecco perché in Italia rinuncio al mio sogno di fare la giornalista)